Lorenzo Suraci scommette sui nuovi cantautori Thegiornalisti, Calcutta, Ex Otago

Thegiornalisti, Calcutta e gli altri, dall’underground alle radio: non abbiamo paura di essere commerciali. Facciamo quello che ci piace

Non sono i nipotini di De Gregori e Guccini. Anche se essere cantautori in Italia significa comunque misurarsi con una certa storia crepuscolare. Ma la missione di oggi è un’altra: dimostrare che esiste un mondo che arriva al successo senza passare dai talent o dal casello di Sanremo. Dopo Brunori, Dente e Luci della Centrale Elettrica, la nuova leva dei songwriter italiani vanta un primato in più: la conquista delle radio. Un genere che negli anni si era chiuso in nicchie underground a coccolarsi le parole buone della critica, ora esce alla luce del sole radiofonico. «Hanno completezza di suoni e testi affascinanti, per questo ora ci scommettiamo» è la benedizione di Lorenzo Suraci, presidente di Rtl 102.5, l’emittente più ascoltata.

Thegiornalisti ruotano intorno alla penna vintage di Tommaso Paradiso. Nati a Roma nel 2009, con le loro sonorità Anni 80 diventano portabandiera di un certo pop malinconico. A fine ottobre è arrivato «Completamente sold out» e la loro musica è finita dritta sui network commerciali. «Le mie canzoni nascono nel passato, ma non è una colpa. Non è un male allinearsi ai grandi, succede anche nella moda. È come se avessimo aperto un ristorante che cucina la tradizione, ma non per questo facciamo le ricette della nonna» spiega Paradiso. La storia della musica vive di fasi e questa sembra essere quella della rimonta dell’indie. «Perché è tornata la voglia di cantare: i nostri brani non sono più da falò sulla spiaggia, ma si mettono alle feste, nei locali».

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